Gangs of Csm

La pace armata che si era stabilita nella magistratura italiana sotto l’egida del Csm dominato dalle correnti è finita. Le perquisizioni degli uffici e delle abitazioni dei vertici giudiziari di Catanzaro ordinati dalla procura di Salerno ne sono l’aspetto più evidente.
4 DIC 08
Ultimo aggiornamento: 22:38 | 17 AGO 20
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La pace armata che si era stabilita nella magistratura italiana sotto l’egida del Csm dominato dalle correnti è finita. Le perquisizioni degli uffici e delle abitazioni dei vertici giudiziari di Catanzaro ordinati dalla procura di Salerno ne sono l’aspetto più evidente. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, tirato in ballo anche lui assieme ai procuratori presso la Cassazione, ha immediatamente fatto aprire un fascicolo, forse nella speranza di riportare la situazione sotto controllo, ma l’impresa sembra disperata. Il patto non scritto che garantiva l’impunità a tutti i magistrati è saltato: quando è stato trasferito Luigi De Magistris, il diritto di veto delle correnti di sinistra sulle nomine di vertice anche, quando Magistratura democratica ha visto sconfitto il suo candidato procuratore generale della Cassazione. Sarebbe una buona notizia, un ristabilirsi di una norma elementare di responsabilità, se non fosse che le reazioni incrociate sembrano assumere il carattere di un’incontrollabile guerra per bande.
Nel Mezzogiorno si stanno concentrando tensioni esplosive, che insistono su una situazione degradata, per giunta in un’area dove si fa sentire pesantemente anche l’influenza della criminalità organizzata. Se a Catanzaro e a Messina sono sotto accusa gli uffici giudiziari, a Napoli si respirano i miasmi di insistenti vociferazioni e fughe di notizie su inchieste “politiche” che potrebbero anche essere all’origine del gesto disperato dell’ex assessore Giorgio Nugnes. Per non essere da meno la procura di Milano punta a smantellare il segreto di stato, in relazione al caso Abu Omar, e se ci riuscirà saranno tempi duri per i servizi segreti, gli stessi che nei giorni scorsi hanno condotto l’operazione che ha consentito di mettere in condizione di non nuocere una cellula islamista che progettava attentati a Milano. Nel complesso la guerra tra delicatissimi organismi dello stato al loro interno si presenta come un nuovo pericolo e se non sarà tamponata può diventare devastante.